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Le sfide strategiche di Strategy contro la proposta di MSCI

RIBASSISTA
Pubblicato il 10 dicembre 2025 alle 19:48 da Roberto Moretti
Articolo originale di Yasmin Werner. Su CoinCentral.

Strategy Inc., precedentemente nota come MicroStrategy, si oppone fermamente alla proposta di MSCI di escludere le aziende con oltre il 50% dei loro asset in criptovalute dagli indici globali. La società sostiene che questa mossa colpisce ingiustamente aziende come la sua, che utilizzano attivamente le riserve di Bitcoin per generare rendimenti. Strategy avverte che tali esclusioni potrebbero danneggiare l'innovazione nel settore degli asset digitali negli Stati Uniti.

La proposta di MSCI è vista come discriminatoria e arbitraria, secondo Strategy, che chiede un approccio più ponderato. La società sottolinea che le aziende che detengono riserve di Bitcoin non sono fondi di investimento passivi, ma operano attivamente nel mercato.

La questione solleva interrogativi sulla neutralità di MSCI e sull'impatto che tali decisioni potrebbero avere sul mercato degli asset digitali e sugli investitori. La posizione di Strategy potrebbe influenzare le future politiche di MSCI riguardo agli indici di mercato.

Perché rilevante

La proposta di MSCI potrebbe limitare l'accesso degli investitori a aziende innovative nel settore degli asset digitali.

Contesto

Strategy, un'importante azienda con riserve di Bitcoin, ha formalmente richiesto a MSCI di mantenere le aziende Digital Asset Treasury (DAT) nei suoi indici globali, contestando la soglia proposta del 50% di asset digitali. La società sostiene che questa soglia è discriminatoria e comprometterebbe la neutralità di MSCI, impattando negativamente investitori e settore degli asset digitali [1].

La posizione di Strategy mette in evidenza le sfide che le aziende del settore delle criptovalute affrontano in un contesto normativo in evoluzione, dove le decisioni di enti come MSCI possono avere ripercussioni significative sulla loro operatività e sulla percezione del mercato [1].

Analisi

L'opposizione di Strategy alla proposta di MSCI potrebbe avere ripercussioni significative per il settore degli asset digitali. Se MSCI dovesse procedere con l'esclusione delle aziende con oltre il 50% di asset digitali, ciò potrebbe portare a una diminuzione della visibilità e dell'accesso al capitale per queste aziende, influenzando negativamente la loro capacità di innovare e crescere.

Inoltre, la decisione di MSCI potrebbe innescare una reazione a catena, con altri indici e fondi che potrebbero seguire l'esempio, portando a una maggiore stigmatizzazione delle aziende che operano nel settore delle criptovalute. Questo potrebbe ridurre l'interesse degli investitori e limitare le opportunità di investimento in un settore in rapida evoluzione.

D'altra parte, la posizione di Strategy potrebbe anche stimolare un dibattito più ampio sulla regolamentazione e sulla classificazione delle aziende nel settore delle criptovalute. Se la società riuscisse a mobilitare supporto sufficiente, potrebbe portare a una revisione delle politiche di MSCI e a una maggiore inclusione delle aziende digitali negli indici di mercato.

In un contesto più ampio, la questione solleva interrogativi sulla direzione futura del mercato delle criptovalute e sull'importanza di mantenere un ambiente favorevole all'innovazione. Gli investitori dovrebbero monitorare attentamente le evoluzioni normative e le decisioni delle agenzie di rating, poiché potrebbero influenzare le dinamiche di mercato e le opportunità di investimento nel settore degli asset digitali.

Asset impattati

AssetImpattoSentimento
MSCIaltoneutro
SPGImedioneutro

Autore dell'articolo

Roberto Moretti è appassionato di finanza, mercati e innovazione tecnologica applicata agli investimenti. Condivide analisi e riflessioni per rendere la finanza più accessibile e consapevole. Scopri di più sull’autore.

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